Lunedì 14
O AI VOJE DI JESSI UN VUERÎR

Italia, 2008
BetaSP Pal, colore, friulano, 7’12’’
Basata sul libro omonimo realizzato dai ragazzi della scuola dell’infanzia di Majano nell’anno scolastico 2000/01
Regia: Marco Amato e Luca Peresson
Testi in friulano: Christian Romanini
Animazione: Marco Amato
Con la collaborazione delle maestre: Donatella Lancia, Silvia Micoli
Voci: Sara Persello, Elisa Venir, Gian Guido Folena
Musica: Devid’s day, Matthew Tyas

animaKIDS h. 10.30

O ai voje di jessi un vuerîr

Progetto 'Scuola e Territorio' promosso dal Comune di Maiano e dall’Istituto Comprensivo di Maiano e Forgaria.
Si basa su un testo scritto da bambini della scuola dell’infanzia di Majano.

O AI VOJE DI JESSI UN VUERÎR
MIRIAMI KATKINE PILT / MIRIAM’S BROKEN PICTURE

Estonia, 2009
35mm, colore, senza parole, 5’
Regia, Montaggio: Priit Tender
Sceneggiatura: Leelo Tungal, Peep Pedmanson
Fotografa: Olari Lass, Malle Valli
Design: Ivika Luisk
Animazione: Andres Tenusaar, Märt Kivi
Musica: Tiit Kikas, Märt-Matis Lill
Suono: Tiina Andreas, Sven Sosnitski
Puppets: Külli Jaama, Ene Mellow, Piret Sigus, Heigo Eeriksoo, Kaarel Kübarsepp, Tarvo Müürsepp, Mart Erik
Sceneggiatura: Leelo Tungal, Peep Pedrianson
Storyboard: Rao Heidmets
Animazione: Andres Tenusaar, Märt Kivi
Computer Graphics: Rarvo Möllits
Produttore: Arvo Nuut, Mait Laas
Produzione: Nukuflm

AnimaKIDS

miriams-colours

Miriami katkine pilt fa parte di una serie di film che il giovane regista estone Priit Tender ha cominciato nel 2004 con Miriam mängib peitust (t.l. Miriam gioca a nascondino) e proseguito nel 2007 con Miriam Teatriseiklus (t.l. Il teatro di Miriam). Come negli episodi precedenti il racconto è legato ai giochi dei bambini e ai piccoli guai che combinano quando i genitori sono assenti. Segnaliamo come la serie di Miriam sia molto popolare e abbia avuto altri episodi diretti da diversi registi negli studi di produzione della Nuku Film. Uno dei più interessanti è Miriami värvid (t.l. I colori di Miriam, 2008) che vede la regia di Jelena Girlin e Mari Lis Bassovskaja. Le storie di “Miriam” sono scritte da Leelo Tungal, Peep Pedrianson e sono state pubblicate in un libro "Miriami Lood" con allegato un DVD che ne raccoglie la filmografia. Il film è in stop motion con personaggi divenuti molto popolari in Estonia, Miriam, suo fratello e un bizzarro cucciolo, un galletto!

MIRIAMI KATKINE PILT / MIRIAM’S BROKEN PICTURE
RADOSTKI

Polonia, 2009
35 mm, colore, polacco,10’40’’
Regia, sceneggiatura, progetto plastico, art design: Magdalena Osińska
Assistente di regia: Marta Zawieja
Interpreti: Kamilek Grzybowski, Logan Phelps
Voci: Michal Poniedzielski, Marta Zawieja, Marysia Korzycka, Gabrysia Korzycka
Musica: Jean-Marc Petsas
Sound Design: David Pringle
Montaggio: Michael Aaglund
Animazione 2D: Piotr Milczarek, Magdalena Osińska, Olga Duray
Animazione 3D:Adrian Pòltorrak, Piotr Szczepanowicz, Tomasz Popakul
Supervisori Artistici: Piotr Dumata, Marian Kielbaszczak
Consulente: Pawel Partyka
Produttore: Zbigniew Zmudzki
Co-produttori: Pawel Partyka, Luk Toutounghi, Magdalena Osińska
Produzione: Se-Ma-For Produkcia Filmova
Con il supporto di: Instytut Sztuki Filmowj, PWSFTviT (Polish National Film School)

animaKIDS

animAZIONE03

Radostki

Non bisogna lasciarsi ingannare dallo stile apparentemente infantile di questo film. In realtà è molto sofisticato, combina il disegno animato con tecniche di animazione elaborate in computer graphic. È il lavoro di Magdalena Osinska, una studentessa della scuola PWSFTviT di Lodz, realizzato con la produzione di uno degli studi d’animazione più grossi d’Europa, lo studio Se-Ma-For. Da una cooperazione tra questo con la britannica BreakThru Films è nato tra l’altro Peter and the Wolf di Suzie Templeton (2006), vincitore del premio Oscar, Academy Award, nel 2008. Radostki racconta una storia sfruttando il potere evocativo dei disegni dei bambini e, partendo da soluzioni apparentemente semplici, ma proprio per questo estremamente creative è in grado di sorprendere anche il pubblico più adulto.

RADOSTKI
PRICK OCH FLÄCK SNÖAR IN / SPOT AND SPLODGE IN SNOWSTORM

Svezia, 2009
35mm, colore, svedese, 7’30’’
Regia, sceneggiatura: Lotta Geffenblad, Uzi Geffenblad
Storyboard: Paco Garcia
Montaggio: Uzi Geffenblad
Design e modellazione: Lotta Geffenblad
Puppet: Mikael Lindbom
Scenografa e Luci: Mikael Lindbom, Erik Zaring
Animazione:Elinor Bergman, Mikael Lindbom, Mia Hulterstam, Jakob Bastviken
Animazione 2D: Elinor Bergman
Voce Narratore: Stina Ekblad
Musica: Uzi Geffenblad
Prodotto: Uzi Geffenblad
Produzione: Zigzag Animation
Co-Produttore: SVT

animaKIDS

Spot_and_Splodge_in_Snowstorm


Questo è un film-pilota, basato su una serie di libri per l’infanzia, scritti da Lotta Geffenblad. Il progetto è quello di creare dai racconti degli episodi per la televisione e il teatro. Per la realizzazione di questo film si è dovuto adattare la storia all’animazione, costruendo uno storyboard e i personaggi tridimensionali. Nel set dell’animazione in stop motion sono stati miniaturizzati tutti i particolari della scena. “Spot and Splodge non sono tipi intellettuali. Sebbene abbiamo un mucchio di libri, non è chiaro se li leggano veramente. Ma dopo una lunga avventura, è sempre carino sedersi e leggere un buon libro”. (da: http://www.zigzag.se). Così finisce anche questa avventura nella neve dei due simpatici coniglietti.

PRICK OCH FLÄCK SNÖAR IN / SPOT AND SPLODGE IN SNOWSTORM
GERALD LAST DAY

USA, 2009
DigiBeta, colore, inglese, 11’30’’
Regia: Justin & Shel Rasch
Soggetto, personaggi, animazione: Justin Rasch
Set Descrizione e Costruzione: Shel Rasch
Musica Originale: Robert Litton, Orchestra di Peter Rotter
Montaggio: Milton Gutierrez
Editing: Shel Rasch
Produzione: Stunt Puppet Pictures

animaKIDS h. 10.30

Gerald

Shel and Justin Rasch raccontano nel retroscena del loro film come l’idea della storia sia venuta loro dall’osservazione della somiglianza tra gli animali e i loro padroni. Justin dopo anni di lavoro con la computer grafica si dice insoddisfatto del risultato “dipendente completamente dall’elettricità” che porta ad elaborare una realtà virtuale, effimera e sfuggente. “Vuole sporcarsi le mani”! Così afferma nel blog dedicato al film. Decide allora di realizzare il film con i puppet. “Per ciascun puppet è stato necessario costruire un’armatura, scolpirlo, modellarlo, dipingerlo… Ma tutta la fatica viene dimenticata quando i personaggi, da oggetti inanimati, si vedono magicamente prendere vita, muoversi, respirare… senza che si vedano i fili che li muovono”! Justin abituato al controllo totale della modellazione in 3D si dice sorpreso dalla dimensione spesso istintiva, immediata e istintuale dello Stop Motion. Spesso quello che era previsto dal piano di lavorazione viene sconvolto quando il lavoro è diretto sul set e i puppets sembrano decidere dove vogliano andare e come rapportarsi tra loro e nell’ambiente. “Questo è incredibilmente eccitante e terrificante allo stesso tempo per un animatore che è abituato ad avere il controllo di ogni elemento della performance”. Gerald last day dura circa 10 minuti, ma per realizzarlo ci sono voluti tre anni e la lavorazione ha coinvolto tutta la casa e la famiglia di Justin e Shel Rasch.

GERALD LAST DAY
WARDA

Belgio, 2008
BetaSP Pal, colore, arabo, 5’24’’
Realizzazione collettiva
Sceneggiatura, personaggi, disegni, animazioni e voci narranti: Tony Abu Aitta, Eli Abu Aitta, Franc Abu Akleeh, Elias Bandak, Elias Janas Bandak, Fouad Bandak, Taleen Bandak, Jeries Lama, Galla Rizkalla, André Mitri, Youssef Mitri, Yara Van Teffelen
Regia e montaggio : Louise-Marie Colon, Delphine Hermans
Assistenti: Anaële Hermans, Florence Hermans
Musica originale: Alain Pierre, Antoine Pierre
Tecnici audiovisivi: Geoffroy Baral, David Nelissen
Produttore: Jean-Luc Stock
Produzione: Caméra (Centre du Cinéma et de l’Audiovisuel de la Communauté française de Belgique)
Con il sostegno di: Regione Vallon Direction générale de l’Economie de l’Emploi, Véronique De Keyser
Deputato europeo, Provincia di Liegi e il suo Servizio Culturale, Uffcio Internazionale della Gioventù
In partnerariato con AEI (Arab Educational Onstitute – Bethléem)

animaKIDS h.10.30

Warda

“La costruzione del muro di separazione cominciò nel giugno 2002. Una volta terminato misurerà 705 Km. Il muro comprende una grande quantità di terreno palestinese e separa numerosi abitanti dai loro villaggi, dalle loro famiglie…”. È un film che racconta con mezzi minimali, un’animazione in cut-out e i disegni dei ragazzini coinvolti nel progetto, la storia di Warda, una bambina che, come Cappuccetto Rosso, porta un cestino alla nonna. Nel viaggio non incontra un lupo, ma un muro di divisione e non trova un cacciatore, ma un boscaiolo che fa cadere un albero per aiutarla ad oltrepassare il muro. Come in tutte le favole solo la magia può risolvere il problema e solo le ali della libertà possono superare tutti gli odiosi e artificiosi ostacoli.

WARDA
KAD ABOLI RIPO / WHEN APPLES ROLL

Latvia, 2009
35mm, colore, senza parole, 7’
Regia, montaggio: Reinis Kalnaellis
Animazione: Taiga Zīle, Dace Dārzniece, Valentīna Lietuviete, Jolanta Bīgele, Mairis Naglis
Sceneggiatura: Andrejs Prigičevs, Māra Liniņa, Andris Akmentiņš
Direttore della fotografia: Renārs Zālītis
Designer: Andrejs Prigičevs, Laima Puntule
Musica: Karlis Lacis
Produttore:Vilnis Kalnaellis
Produzione: Rija Films

animaKIDS

When apples roll

Questo è un film molto delicato, quasi d’altri tempi per il disegno a pastelli e per la storia che racconta. I disegni sembrano uscire da una cartella degli illustratori per i libri delle scuole elementari di un po’ di tempo fa, i colori sono tenui, il segno è sottile, le figure sono disegnate nei dettagli, anche l’armadio dove vivono Gatto con il suo fedele amico Topo è un piccolo rifugio dove si sente l’intimità e il calore della casa. Mentre Gatto raccoglie le mele cadute dagli alberi uno strano uovo rotola tra l’erba… A realizzare questo film è un giovanissimo autore che è stato supportato da una delle case di produzione più forti dell’Est Europeo, la Rija Films.

KAD ABOLI RIPO / WHEN APPLES ROLL
MAESTRO

Ungheria, 2005
35mm, colore, senza parole, 5’
Regia, soggetto: Géza M. Tóth
Realizzazione: Kedd Animation Studio
Prodotto da: Éva M. Tóth e Géza M.Tóth
Produzione: Kedd Animation Studio e MTV Hungaria

animaKIDS h10.30

animAZIONE03 h.20.30

Maestro

Maestro nasce da KEDD Animation Studio, un team che si occupa della realizzazione di animazioni sia per la televisione che per il cinema. Il regista Géza M. Tóth è uno dei suoi fondatori. Il film è costruito come un ingranaggio svizzero, e non si usa questa metafora a caso… La qualità del lavoro è altissima e il meccanismo della storia si scopre solo nel finale con un tempismo degno di Hitchcock, tanto è ben costruito il tempo di attesa e sospensione che si svela con divetrito stupore solo alla fine del film. Pur nella sua brevità, 5 minuti, ogni secondo è scandito con precisione assoluta nella scelta delle immagini e in un crescendo che unisce la rotazione dell’inquadratura attorno all’unico soggetto-protagonista e il ritmo, da “orologio”, della colonna sonora.

MAESTRO
J’AI FAIM

Belgio, 2008
BetaSP Pal, colore, francese, 2’44’’
Realizzazione collettiva di 11 ragazzi
Regia, sceneggiatura, personaggi, disegni, animazione: Justine Collard, Hugo Freres, Sylvan De Marneffe, Matteo Ruth, Nadège Selder, Léa Ucello, Tamara Vega Alvarez, Adrien Wery, Delphine Wery
Coordinament, regia: Louise-Marie Colon, Delphine Hermans
Tecnici audiovisivi: Geoffroy Baral, David Nelissen
Produttore: Jean-Luc Slock
Con il sostegno di: Servizio della Gioventù e dell’Educazione Permanente della Regione Vallone-Direction général de l’Economie et l’Employ del Comune di Liegi, della Provincia di Liegi-Cultura
Produzione: Caméra (Centre du Cinéma et de l’Audiovisuel de la Communauté française de Belgique)

animaKIDS h. 10.30

J_ai_faim

L’animazione è molto semplice, realizzata con la tecnica del cut-out, usando dei collage con diversi titpi di carta e materiali poveri di riciclo. La storia racconta la fame esagerata di un piccolo Inuit, Ikouk, che a furia di mangiare sprofonda nel ghiaccio e naviga fino al deserto africano…

J’AI FAIM
LOST AND FOUND

Inghilterra 2008
BetaSP Pal, colore, inglese, 24’
Regia, sceneggiatura, montaggio: Philip Hunt
Tratto dal libro omonimo di Oliver Jeffers
Musica: Max Richter
Suono: Adrian Rhodes
Voci: Jim Broadbent
Produttore: Sue Goffe
Produzione: Studio AKA
Sound editor: Adrian Rhodes

animaKIDS h. 10.30

lost-and-found

“Cosa può fare un ragazzino quando un pinguino capita davanti alla sua porta? Cerca di capire da dove viene, di certo per riportarlo lì. Anche se questo significa andare fino al Polo Sud”. Questo scrive nel suo sito l’autore, Oliver Jeffers, del libro omonimo, base del film d’animazione realizzato dal regista Philp Hunt dello “Studio AKA”. L’ispirazione del film è fedele alle illustrazioni orginali. Questa è stata l’intenzione del regista, Philip Hunt che ha cercato che lo spirito del libro restasse inalterato. Interessante il punto di vista che esprime rispetto all’uso delle tecniche e il suo modo di concepirle: “C’è un punto preciso nella computer graphics dove si ha l’opportunità di stratificare e comporre l’immagine finale che può drasticamente influenzare il modo in cui il film sarà letto. Probabilmente quello che voglio fare è far sentire la presenza della mano che ha realizzato la “luce” e la texture delle immagini del film. È proprio il lavoro manuale quello che dà l’immagine finale. È molto simile al momento in cui nel 2D fai emergere la linea artistica e il tracciato del disegno, o nello stop motion, quando, mettendo la luce ad un set inerte lo fai “cantare”… Tutte queste tecniche dal 2D al 3D, hanno un momento in cui si entra in un processo tecnologico, per questo quello che distingue il lavoro conclusivo è il “tocco” che lo rende vivo. In generale il pubblico non fa caso a quese cose, in realtà quello che il pubblico vuole è essere colpito e trasportato”. (In: www. animationmagazing.net” Tuesday, June 30, 2009 Ramin Zahed).

LOST AND FOUND
THE OLD MAN AND THE SEA

Canada/Russia, 1999
35mm, colore, inglese, 20’
Regia, sceneggiatura, animazione: Aleksander Petrov
Basato sul romanzo di Ernest Hemingway
Animazione: Dimitri Petrov
Produttore: Pascal Blais, Bernard Lajoie, Tatsuo Shimamura
Musica: Denis L. Chartrand,Normand Roger
Montaggio: Denis Papillon
Sound: Antoine Morin
Sound Effects: Dominik Pagacz
Supervisione al montaggio sonoro: Marcel Pothier
Visual Effects: Sergei Reshetnikov
Riprese e attrezzature: Thierry Fargau

FilmCULT h. 16.00

il vecchio e il mare

Aleksander Petrov ha una formazione da artista e illustratore. Quando si interessa all’animazione segue le lezioni del grande maestro russo Yuri Nornestein e lavora con una tecnica pittorica, dipingendo a olio lastre di vetro che vengono retroilluminate e sovrapposte fino a raggiungere un incredibile effetto iperrealistico di movimento e luminosità. Il colore che si fa luce è una delle concezioni di base della pittura impressionista e in questo caso è un assioma che Aleksader Petrov fa suo. Anche l’uso dello stendere il colore con le dita è una tecnica espressiva che discende dalla pittura tonale. La storia è un classico della letteratura, ma anche del cinema. Il protagonista dell’animazione è un diretto discendente di Spencer Tracy, indimenticabile protagonista del bellissimo film del 1958 di John Sturges. In alcuni momenti le scene quasi si sovrappongono. Nella parte iniziale del sogno Petrov sfrutta la sua abilità di modificare le immagini e rende perfettamente la visionarietà onirica grazie alle potenzialità dell’immaginazione. Poi il film scorre fluido, con una narrazione quasi didascalica, ma il fascino del colore su tutto e il tema del rapporto tra la natura dell’uomo e la Natura

THE OLD MAN AND THE SEA
HIILISANGOLLA RATSASTAJA / RIDER ON THE BUCKET

Finlandia, 1992
35mm, colore, senza parole, 8´
Basato sul racconto di Franz Kafka “Der Kübelreiter”
Regia, sceneggiatura, montaggio: Katariina Lillqvist
Fotografia: Vladimir Malik
Animazione: Vlasta Pospišilová
Musica: The Klezmorim & Bartok
Suono: Jukka Kaitala
Produzione: Oy Yleisradio Ab/TV2

Focus KATARIINA LILLQVIST h. 17.00

Rider_on_the_bucket

Hiilisangolla ratsastaja è il primo film della trilogia di Kafka ambientato a Praga attorno al 1917. È la storia di un povero musicista che chiede del carbone in elemosina a un ricco mercante.
La versione della storia di Kafka, rielaborata da Katariina Lillqvist, agisce su più livelli: per i bambini è una favola morale sul tema della ricchezza e della povertà; per gli adulti mostra come anche una storia drammatica può essere interpretata attraverso la puppet animation.

HIILISANGOLLA RATSASTAJA / RIDER ON THE BUCKET
KAMARIHAIKARA / THE CHAMBERSTORK

Finlandia, 1993
35mm, colore, senza parole, 9′
Basato sul racconto di Franz Kafka “Als ich abends nach hause kam”
Regia, sceneggiatura, montaggio: Katariina Lillqvist
Animazione: Ján Klos, Jiri Latal
Fotografia: Vladimir Malik
Musica: The Klezmorim & various folk music
Produzione: TV2 Finlandia
Distribuzione: Marja Pallassalo Finnish Film Foundation

Focus KATARIINA LILLQVIST h. 17.00

The_Chamberstork

È la seconda parte della trilogia di Kafka e ha, come molti dei racconti dello scrittore praghese, un tono surreale. In questa storia il protagonista è un poeta che vive in un minuscolo appartamento ricavato dal vano di un ascensore.
Uno strano avvenimento modificherà per sempre la sua vita, trova un enorme uovo sul tavolo e da lì esce un macilento uccellino che risveglia in lui il desiderio di libertà.

KAMARIHAIKARA / THE CHAMBERSTORK
THE TYTTÖ JA SOTAMIES / MAIDEN AND THE SOLDIER

Finlandia, Repubblica Ceca, 1995
35mm, 9´
Basato sull’opera di Bertolt Brecht “Die Legende vom toten Soldaten”
Regia, sceneggiatura: Katariina Lillqvist
Animazione: Jan Klos
Fotografia: Zdenek Pospisil
Musica: Jiri Brenek
Produzione: Kinotuotanto Oy

Focus KATARIINA LILLQVIST h. 17.00

The_maiden_and_the_soldier

Questo film è una straordinaria favola poetica basata su di un’antica ballata che racconta la storia di una fanciulla alla ricerca del suo fidanzato mentre infuria la guerra. Trova il suo amato in un ospedale militare dove purtroppo la morte
lo rapirà per sempre. L’animazione realizzata con i puppet è ispirata a "La leggenda del soldato morto" di Bertold Brecht.

THE TYTTÖ JA SOTAMIES / MAIDEN AND THE SOLDIER
J

Italia, 2009
BetaSP Pal, B/N, senza parole, 4’10’’
Regia: Virgilio Villoresi
Messa in scena e animazione: Carlo Cossignani, Virgilio Villoresi
Sceneggiatura: Luca Ghedini
Scenario: Vivì Ponti, Virgilio Villoresi
Colonna sonora: Andrea Martignoni
Pianoforte: Paola Samoggia
Attore: Giacomo Fava
Tecnica: Rotoscope su foglietti di carta
Distribuzione: Sassopasso – Agenzia per il corto animato

animAZIONE03 h. 20.30

J_02

Questo è un film molto eleborato, J è forse tra tutti i film di Virgilio Villoresi quello che più si ispira a una delle sue registe preferite: Maya Deren – il bianco e nero pulitissimo, il gioco del doppio, dell’immagine divisa, e il continuo rincorrersi e mai trovarsi interi in una identità sono alcuni dei temi di Meshes of the Afternoon. La differenza sta nell’atmosfera più ironica e melodrammatica di
J, che si nutre di un’ascendenza surrealista quasi classica. J è più vicino ad Alice che all’inquietante protagonista di Meshes. Nell’interno con bottiglie e bicchieri ritroviamo il quotidiano metafisico italiano di Giorgio Morandi. Nei movimenti
di J e nel rapporto con gli oggetti ci sono molti elementi che mostrano una poetica contaminata dal pop, come appare chiaro dal videoclip Una giornata perfetta di Vinicio Capossela diretto da Villoresi stesso.

J
FORMAT

Croazia, 2009
BetaSP Pal, B/N, senza parole, 6’
Regia, sceneggiatura, animazione: Darko Bakliza
Fotografia, animazione, compositing: Dino Krpan
Sound, Musica: Vjeran Salamon
Coreografia/Attori: Alen Zanjko, Roberta Milevoj
Consulente artistico: Kresimir Zimonic
Produttori: Vinko Bresan, Dino Krpan
Tecnica: Pixillation, 2D Computer Graphic
Co-produzione: Zagreb Film Diedra
Co-finanziato da: Ministero di Cultura della Repubblica di Croazia, Comune di Zagabria e Ufficio per l’Educazione, la Cultura e lo Sport

animAZIONE03 h. 20.30

Format

Format è l’ideale prosecuzione di Homo volans, il precedente film di Darko Bakliza, prodotto nel 2008 dallo studio di animazione e post-produzione Diedra che ne segue dal 2001 i progetti. Se in Homo volans il problema del rapporto uomo-spazio era esplorato attraverso l’idea del volo, della vertigine dell’altezza e del vuoto, con Format Darko Bakliza azzera qualsiasi contatto con l’esterno e circoscrive la figura umana in un “format”, in una forma geometrica chiusa che non dà adito a nessuna relazione né reciprocità. Per entrambi i film si formula una specie di teorema fatto di vettori spaziali, una specie di Homo ad quadratum et ad circulum di Leonardo da Vinci. Ma in questo caso le ascendenze sono quelle della body art, del cinema sperimentale che vengono esplorate in termini minimalisti. Rivalutiamo la mai banale bellezza dei corpi nudi nel bianco e nero volutamente polarizzato, sottolineato dalla scelta “grafica” e coreografica che guardada vicino agli anni Settanta.

FORMAT
DIE KINDER IM MOND

Svizzera, 2008
35 mm, colore, senza parole, 4’44’’
Regia, sceneggiatura, animazione: Ursula Ulmi
Montaggio: Marina Rosset
Musica, sound design: Manuel Gerber
Produttori: Gerd Gockell, Otto Alder, Jochen Ehmann
Coproduzione: Schweizer Fernhehen
Produzione, distribuzione: Lucerne University of Applied Sciences and Arts- Hochschule Luzern

animAZIONE03 h. 20.30

Die_Kinder_im_Mond

L’atmosfera magica e simbolica di questo film d’animazione, realizzato da Ursula Ulmi all’interno dell’Università di Arti Applicate di Lucerna, nasce certamente dall’ispirazione legata a una leggenda delle isole di Papua Nuova Guinea dove è nata la giovane autrice. Le radici della storia affondano certamente nei miti di creazione diffusi trasversalemente in tutte le culture da Occidente a Oriente con sfumature e interpretazioni diverse, ma unite da una stessa matrice che fa parte del nostro comune inconscio collettivo.

DIE KINDER IM MOND
CIKORJA AN’ KAFE

Slovenia, 2008
35mm, colore, sloveno, 9’
Regia, sceneggiatura: Dušan Kastelic
Parole e musica: Iztok Mlakar
Musicisti:Iztok Mlakar, David šuligoj
Modellazione 3D dei personaggi: Dušan Kastelic
Scenografia: Dušan Kastelic, Uros Hohkraut, Ken Heslip
Animazione: Dušan Kastelic, Cory Collins, Ken Heslip
Sound design: Mateja Staric
Laboratorio Film: Hungarian Film Laboratories
Color grading: Szabolcs Barta
Produzione: Bugbrain, Institutza Animacijo
Produttore: Dušan Kastelic
Con il supporto di: Filmski sklad Republike Slovenije

animAZIONE 03 h. 20.30

Chicory'n'Coffee1

Dusan Kastelic ci ha mandato questa introduzione al suo film d’animazione che volentieri pubblichiamo: prima versione – “In questo pazzo mondo, ogni tanto, una persona creativa dovrebbe staccarsi dal suo lavoro di ogni giorno e impegnarsi in un progetto per la “sua anima”, per rimanere sano. Per me Cikorja era uno di questi progetti. Una storia semplice su come siamo incapaci di mostrare alle persone amate quanto ci teniamo a loro, finché non è troppo tardi”. Seconda versione – “In questo pazzo mondo, ogni tanto, una persona creativa dovrebbe staccarsi dal suo lavoro di ogni giorno e impegnarsi in un progetto per la “sua anima”. Per me Cikorja an’ Kafe avrebbe dovuto essere un break e un bel progetto per l’anima. Almeno questa era l’idea di base… Ma tutto improvvisamente andava storto e dopo aver lavorato su questo film per quasi tre anni, mi sono ritrovato con i nervi a pezzi anche più di prima. E ho tanti capelli in meno. Ma, nonostante tutto, l’animazione è venuta abbastanza bene”! L’animazione è basata sulla balata di un noto cantautore folk sloveno, Iztok Mlakar, ed è stata realizzata con assoluta cura nei particolari più minuti per la invenzione dei personaggi e degli ambienti in cui si svolge la storia. La cura certosina dell’autore non ha trascurato il minimo elemento, dalle nuvole alla coccinella che si alza in volo, spostando il piano della scena, fino alla rappresentazione degli oggetti di uso comune della semplice casa di campagna alla vetrina del negozio dove una vecchina ammicca dalla etichetta di un barattolo di caffè!

CIKORJA AN’ KAFE
CHRIGI / CHRIS

Svizzera, 2008
DigiBeta, B/N, tedesco, 7’12’’
Regia, sceneggiatura, animazione, montaggio: Anja Kofmel
Suono: Daniel Hobi, Wolf-Ingo Römer
Musica: Marie-Jeanne Sereroe

animAZIONE03 h. 20.30

Chris

Anja Kofmel commenta così il suo film: “Chris è basato sulla vera storia del mio cugino giornalista, Christian, che andò nella Ex- Yugoslavia agli inizi degli anni ’90. In Croazia si unì a una brigata mercenaria. Alcune settimane più tardi morì, ucciso dalla sua stessa gente, dimentica del suo passato giornalistico. Il film di animazione Chris racconta la storia dal punto di vista della piccola bambina che ero nel 1992. Io non capivo la questione politica di quanto stava accadendo a Christian e nemmeno sapevo dove fosse la Croazia. Completavo le parti a me incomprensibili della storia con la mia immaginazione e creavo una mia propria realtà riguardo a Christian. Quasi 16 anni più tardi, mentre preparavo il film, ho provato a ricordare le immagini della bambina di 10 anni che ero. L’animazione è il mezzo perfetto per creare questa combinazione di fatti e immaginazione”. La Hochschule di Lucerna si conferma tra le migliori in Europa per quanto riguarda la formazione e la produzione di film d’animazione. Lo scorso anno altre due giovani autrici, Marina Rosset e Jadwiga Kowalska, ci hanno dato prova di grande sensibilità e professionalità con i loro film Tôt au Tard e La Main de l’Ourse. Anche in Chris leggiamo una grande capacità narrativa e una scelta stilistica chiara. La cultura visiva del recente fenomeno del graphic novel ha nel caso particolare di Chris una notevole impronta penso allo stile espressionista di Marcus Huber, di Anke Feuchtenberger, di Martin tom Dieck. Lucerna non a caso ospita uno dei più importanti saloni internazionali di fumetto. Le contaminazioni degli sguardi delle diverse arti trovano spontanee e proficue confluenze.

CHRIGI / CHRIS
INVISIBLE LONELINESS

Taiwan, 2009
DigiBeta, colore, senza parole, 12’12’’
Regia: Lin Jung-Hsien “JaJa”
Consulenza tecnica: Jimmy Liu
Colonna Sonora: Chris Harvey, Artemis, John Jackson, Bjorn Fogelberg, Claire Fitch
Produzione: Playground Animation Studio

animaKIDS h. 10.30

animAZIONE03 h. 20.30

Invisible_Loneliness

Questo è un film molto eleborato dell’illustratrice coreana Lin Jung-Hsien “JaJa”. È stato realizzato usando la tecnica dello stop motion sulla base di personaggi e ambienti fatti di carta, applicando poi la tecnica di animazione computerizzata. Le scene sono molto accurate e i particolari funzionali al racconto che narra la solitudine di una bambina. Pensieri, sogni, fantasie, proiezioni di uno stato d’animo rendono denso questo film animato che senz’altro rivela una sensibilità orientale. L’idea originale di usare la carta come base di costruzione dei puppet è di straordinario effetto e permette di “sentire” questo film in modo quasi “tattile”. Ci avviciniamo al mondo delle fantasticherie dei bambini con estrema facilità di immedesimazione, proprio perché tocca sentimenti comuni, non estranei e non appartenenti alla sola infanzia. I piani diversi in cui è articolato il film si muovono sia in senso temporale (con flash-back) che onirici (il viaggio nel sogno) che nella realtà quotidiana, vista con gli occhi di una bambina che si sente sola. L’unica possibilità di contatto con la figura cara del padre è una chiave, anch’essa di carta pressata…

INVISIBLE LONELINESS
KROKODILL

Estonia, 2009
35mm, colore, senza parole, 16′45”
Regia, sceneggiatura, montaggio: Kaspar Jancis
Orchestra: Andres Koster, Ralf Taal, Henry Tiisma, Eno Kollom, Danel Alja, Mihkel Malgand
Registrazione: Helistuudio HELIX
Animazione: Marje Ale, Ulle Metsur, Annely Poldsaar, Tiina Ubar-Sauter, Tarmo Vaarmets
3D animazione: FILMPOST, MaidoHollo, Taumo Oobik, Albert Krstna
Supervisione sceneggiatura: Priit Parn, Olga Parn
Produttore: Kalev Tamm
Produzione: Eesti Joonisfilm
Co-produzione: Eesti Tilmi Sihtasututs, Eesti Kultuurkapital

animAZIONE03 h. 20.30

Crocodile

Un cantante lirico passa da momenti di gloria alla caduta indisgrazia ed costretto a travestirsi da coccodrillo al Luna Park per sbarcare il lunario. La storia continua con un incontro che potrebbe cambiargli la vita e ha una trama lineare nello svolgimento se non fosse per dei particolari assurdi che la rendono sbilenca e venata di uno strano umorismo. Una tendenza verso il nichilismo e la poetica dell’assurdo che accomuna molti degli autori estoni, certamente il suo maestro Prit Pärn. Soprattutto nei caratteri più demenziali, troviamo il film del giovane Kaspar Jancis molto vicino a quello di Üto Pikkov di cui abbiamo presentato Dialogos nella rassegna dello scorso anno e che di fatto ha collabora con lui nel precedente film Frank and Wendi. È evidente inoltre la passione dell’autore per le storie a fumetti sia per il tipo di disegno sia per la sequenzialità delle immagini che sembrano tratte da uno story-board per una graphic novel.

KROKODILL
IL GIOCO DEL SILENZIO

Italia, 2009
BetaSP Pal, colore, senza parole, 5’
Regia, animazione, montaggio: Virginia Mori
Musica: Lorenzo Colocci, Francesco Colocci
Produzione indipendente
Distribuzione: Sassopasso

animAZIONE03 h. 20.30

Il gioco del silenzio

Il gioco del silenzio, arriva dopo una serie di animazioni di Virginia Mori che, a cominciare da Pagina 16, sembrano muoversi sulla linea di un unico filo, di uno stesso tema che viene analizzato e rappresentato in diverse sfaccettature nelle sue pieghe nascoste. La figura femminile che in Punto e a capo si muove come la ballerina di un carillon con il ritmo lento e meccanico della musica di Per Elisa. Come nelle animazioni successive ci sono elementi topici nelle inquadrature: i volti, gli occhi allungati e soprattutto i lunghi capelli scuri delle figure, sinuosi e serpeggianti, avvolgenti e striscianti… Possono ricordare per alcuni aspetti certe figure femminili di Edvard Munch. La tecnica dell’animazione è quella del disegno a matita su carta. Il gioco del silenzio inizia proprio come il gioco del dubbio, in quale delle due mani è celato l’oggetto nascosto?

IL GIOCO DEL SILENZIO
LILI

Estonia, 2008
35mm, B/N, 15’
Regia, sceneggiatura, montaggio: Riho Unt
Storyboard, design: Elo Soode, Riho Unt
Animazione: Märt Kivi, Triin Sarapik-Kivi, Marili Toome, Andres Tenusaar
Puppets e scenografie: Heigo Eeriksoo, Kaarel Kübarsepp, Mait Erik, Taivo Müürsepp, Ene Mellov, Külli Jaama, Piret Saarepuu
Animazione digitale e compositing: Raivo Möllitis, Villem Tammaru
Camera: Ragnar Neljandi
Colonna sonora: Malle Maltis
Musica: Lili Marleen
Suono: Horret Kuus
Luci: Olari Lass
Assistente: Ulvi Tiit
Crew: Tuuli Malinovski
Cast: Hele Kõre
Produzione: Où Nukufilm
Produttore: Arvo Nuut
Assistenti alla produzione: Kerdi Oengo, Maret Reismann
Distribuzione: Où Nukufilm

animAZIONE03 h. 20.30

lili

Un film d’animazione che mescola in un montaggio alternato raffinatissimo, sequenze filmiche che rievocano l’atmosfera degli anni Quaranta e una puppet animation al limite del virtuosismo tecnico e artistico. Primi piani intensi, magistrale la fotografia in b/n, dettagli accuratissimi non fanno perdere il filo di una trama costruita perfettamente nei passaggi dall’intimità dell’attesa di una sensualissima “Lili” alle incursioni di una banda di topi nella trincea di un soldato ucciso da un colpo di granata. Le note di Lili Marleen che escono da una radio dimenticata scandiscono il ritmo dell’animazione e risuonano nella domanda del re dei topi: “Dov’è Lili Marleen?”, “Wo ist Lili Marleen?”.

LILI
LA CRISIS CARNIVORA

Spagna, 2007
35 mm, colore, spagnolo, 78′
Regia: Pedro Rivero
Sceneggiatura: Pedro Rivero, Egoitz Moreno

h. 22.00

LA CRISIS CARNIVORA_1

Grazie al “patto vegetariano” gli animali vivono in armonia fra di loro. Ma la iena Crevel vuole saziare la sua fame di carne e per farlo decide di mangiare i cadaveri del cimitero. Recatasi sul luogo scopre che qualcuno ha già avuto la sua stessa brillante idea. A profanare le tombe sono stati il re e il suo aiutante che getteranno la colpa sulla povera iena costretta all’esilio. Ma tornerà per smascherare il piano…

LA CRISIS CARNIVORA
Martedì 15
FREQUENZE ANIMATE #1

Italia, 2007
Colore, suono-ambiente, 9’17’’
Laboratori guidati da: Andrea Martignoni, Michela Donini, Roberto Paganelli per associazione culturale OTTOmani Fondazione villa Ghigi, Centro Antartide
Il progetto è stato co-finanziato da Regione Emilia Romagna 2007

AnimaKIDS

frequenze

Esplorare e animare I suoni del territorio. Laboratori di esplorazione del paesaggio sonoro e di animazione cinematografica.

Laboratorio guidato dall’associazione OTTOmani di Forlì, che ha costruito
un progetto di musica-ambiente sul quale poi si sono strutturati diversi tipi di elaborazioni animate da tre classi delle scuole secondarie.

FREQUENZE ANIMATE #1
LE PEUPLE DU SON

Belgio, 2008
DVD, Colore, fiammingo 11’52’’
Un projet “Culture/Ecole” de la Cellule Culture-Enseignement
Realizzazione collettiva
Sceneggiatura, personaggi, disegni,animazione, voci narranti: 44 alunni di 3 classi della 5°Elementare Bressoux – de Gaulle
Regia e coordinamento: Sébastien Godard, Mathieu Labaye
Montaggio: Mathieu Labaye
Produttore Esescutivo: Jean-Luc Slock
Tecnici audiovisivi: Geoffroy Baral, David Nelissen
Produzione: Caméra (Centre du Cinéma et de l’Audiovisuel de la Communauté française de Belgique)
Con il sostegno di: Regione Vallone, Direction générale de l’Economie et de l’Emploi
Provincia di Liegi e il suo Servizio Culturale, Comune di Liegi Service général de la Jeunesse et de l’Education permanente

AnimaKIDS h. 10.30

peuple-du-son

Questo film d’animazione è molto eleborato tecnicamente, pur utilizzando come base la tecnica del cut-out. Le immagini sono molto curiose e originali. Il pattern è molto semplice, una forma circolare. Ma su questi strani personaggi i movimenti minimi e caricaturali sono valorizzati dall’inserimentofotografico degli occhi degli stessibambini impegnati nell’animazione!L’effetto è molto interessante e ha il sapore della grafica delle avanguardie DADA e surrealiste. Anche la storia è molto dadaista, una macchina che per emettere suoni deve essere alimentata da questo stravagante “popolo del suono”.

LE PEUPLE DU SON
RADOSTKI

Polonia, 2009
35 mm, colore, polacco,10’40’’
Regia, sceneggiatura, progetto plastico, art design: Magdalena Osińska
Assistente di regia: Marta Zawieja
Interpreti: Kamilek Grzybowski, Logan Phelps
Voci: Michal Poniedzielski, Marta Zawieja, Marysia Korzycka, Gabrysia Korzycka
Musica: Jean-Marc Petsas
Sound Design: David Pringle
Montaggio: Michael Aaglund
Animazione 2D: Piotr Milczarek, Magdalena Osińska, Olga Duray
Animazione 3D:Adrian Pòltorrak, Piotr Szczepanowicz, Tomasz Popakul
Supervisori Artistici: Piotr Dumata, Marian Kielbaszczak
Consulente: Pawel Partyka
Produttore: Zbigniew Zmudzki
Co-produttori: Pawel Partyka, Luk Toutounghi, Magdalena Osińska
Produzione: Se-Ma-For Produkcia Filmova
Con il supporto di: Instytut Sztuki Filmowj, PWSFTviT (Polish National Film School)

animaKIDS

animAZIONE03

Radostki

Non bisogna lasciarsi ingannare dallo stile apparentemente infantile di questo film. In realtà è molto sofisticato, combina il disegno animato con tecniche di animazione elaborate in computer graphic. È il lavoro di Magdalena Osinska, una studentessa della scuola PWSFTviT di Lodz, realizzato con la produzione di uno degli studi d’animazione più grossi d’Europa, lo studio Se-Ma-For. Da una cooperazione tra questo con la britannica BreakThru Films è nato tra l’altro Peter and the Wolf di Suzie Templeton (2006), vincitore del premio Oscar, Academy Award, nel 2008. Radostki racconta una storia sfruttando il potere evocativo dei disegni dei bambini e, partendo da soluzioni apparentemente semplici, ma proprio per questo estremamente creative è in grado di sorprendere anche il pubblico più adulto.

RADOSTKI
GERALD LAST DAY

USA, 2009
DigiBeta, colore, inglese, 11’30’’
Regia: Justin & Shel Rasch
Soggetto, personaggi, animazione: Justin Rasch
Set Descrizione e Costruzione: Shel Rasch
Musica Originale: Robert Litton, Orchestra di Peter Rotter
Montaggio: Milton Gutierrez
Editing: Shel Rasch
Produzione: Stunt Puppet Pictures

animaKIDS h. 10.30

Gerald

Shel and Justin Rasch raccontano nel retroscena del loro film come l’idea della storia sia venuta loro dall’osservazione della somiglianza tra gli animali e i loro padroni. Justin dopo anni di lavoro con la computer grafica si dice insoddisfatto del risultato “dipendente completamente dall’elettricità” che porta ad elaborare una realtà virtuale, effimera e sfuggente. “Vuole sporcarsi le mani”! Così afferma nel blog dedicato al film. Decide allora di realizzare il film con i puppet. “Per ciascun puppet è stato necessario costruire un’armatura, scolpirlo, modellarlo, dipingerlo… Ma tutta la fatica viene dimenticata quando i personaggi, da oggetti inanimati, si vedono magicamente prendere vita, muoversi, respirare… senza che si vedano i fili che li muovono”! Justin abituato al controllo totale della modellazione in 3D si dice sorpreso dalla dimensione spesso istintiva, immediata e istintuale dello Stop Motion. Spesso quello che era previsto dal piano di lavorazione viene sconvolto quando il lavoro è diretto sul set e i puppets sembrano decidere dove vogliano andare e come rapportarsi tra loro e nell’ambiente. “Questo è incredibilmente eccitante e terrificante allo stesso tempo per un animatore che è abituato ad avere il controllo di ogni elemento della performance”. Gerald last day dura circa 10 minuti, ma per realizzarlo ci sono voluti tre anni e la lavorazione ha coinvolto tutta la casa e la famiglia di Justin e Shel Rasch.

GERALD LAST DAY
5

Italia, 2009
35mm, colori, senza parole, 2’
Classe 2h, scuola media Marconi, Udine
Coordinamento: prof.ssa Fulvia Spizzo

animaKIDS h. 10.30

immagine

Film vincitore della sezione Animazione del concorso per ragazzi “Viva i Fumetti 09” promosso dall’Associazione Vivacomix, da Stripburger con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia.

Si tratta di un’attività didattica interna al corso curricolare condotta dall’insegnante di Educazione Artistica, Fulvia Spizzo, con la classe 2h della scuola Marconi di Udine.

5
MAESTRO

Ungheria, 2005
35mm, colore, senza parole, 5’
Regia, soggetto: Géza M. Tóth
Realizzazione: Kedd Animation Studio
Prodotto da: Éva M. Tóth e Géza M.Tóth
Produzione: Kedd Animation Studio e MTV Hungaria

animaKIDS h10.30

animAZIONE03 h.20.30

Maestro

Maestro nasce da KEDD Animation Studio, un team che si occupa della realizzazione di animazioni sia per la televisione che per il cinema. Il regista Géza M. Tóth è uno dei suoi fondatori. Il film è costruito come un ingranaggio svizzero, e non si usa questa metafora a caso… La qualità del lavoro è altissima e il meccanismo della storia si scopre solo nel finale con un tempismo degno di Hitchcock, tanto è ben costruito il tempo di attesa e sospensione che si svela con divetrito stupore solo alla fine del film. Pur nella sua brevità, 5 minuti, ogni secondo è scandito con precisione assoluta nella scelta delle immagini e in un crescendo che unisce la rotazione dell’inquadratura attorno all’unico soggetto-protagonista e il ritmo, da “orologio”, della colonna sonora.

MAESTRO
HUDUD

Belgio, 2008
DVD, colore, arabo con sottotitoli in francese, 7’35’’
Un film realizzato da 12 giovani di Betlemme nel campo dei rifugiati di Deisheh
Sceneggiatura, personaggi, fotografie,
animazioni e voci narranti: Ghassan Abu-Aja Mia, Jack Abu Dinein, Yazan Abu Ghosh, Jeries Abu Jaber, Islam Hashem, Jimmy Lama, Jeffry Salameh, Orianna Salameh, Paulette Salameh, Pierre Salameh, Mahmoud Swaitti, Fransheska Zakaria
Regia e montaggio: Louise-Marie Colon, Delphine Hermans
Assistenti: Anaële Hermans
Musica originale: Mathieu Labaye
Tecnici audiovisivi: David Nelissen, Geoffroy Baral
Produzione: Jean-Luc Slock
Produzione: Caméra (Centre du Cinéma et de l’Audiovisuel de la Communauté française de Belgique)
Con il sostegno di: Regione Vallone, Direction générale de l’Economie et de l’Emploi, Véronique De Keyser,deputato europeo, Provincia di Liegie il suo Servizio Culturale, l’Ufficio Internazionale della Gioventù
In partnerariato con AEI (Arab Educational Institute – Bethléem)

animaKIDS h. 10.30

Hudud

L’animazione è in cut-out, si sviluppa combinando le storie di due ragazzi palestinesi sullo sfondo di una città, Betlemme, dove abitano e dove si levano mura di separazione per loro incomprensibili. Le foto e lo svolgersi della vita quotidiana vengono interrotte bruscamente da azioni aggressive che estromettono la gente dalla loro stessa casa e dallecomuni abitudini quotidiane.

HUDUD
LOST AND FOUND

Inghilterra 2008
BetaSP Pal, colore, inglese, 24’
Regia, sceneggiatura, montaggio: Philip Hunt
Tratto dal libro omonimo di Oliver Jeffers
Musica: Max Richter
Suono: Adrian Rhodes
Voci: Jim Broadbent
Produttore: Sue Goffe
Produzione: Studio AKA
Sound editor: Adrian Rhodes

animaKIDS h. 10.30

lost-and-found

“Cosa può fare un ragazzino quando un pinguino capita davanti alla sua porta? Cerca di capire da dove viene, di certo per riportarlo lì. Anche se questo significa andare fino al Polo Sud”. Questo scrive nel suo sito l’autore, Oliver Jeffers, del libro omonimo, base del film d’animazione realizzato dal regista Philp Hunt dello “Studio AKA”. L’ispirazione del film è fedele alle illustrazioni orginali. Questa è stata l’intenzione del regista, Philip Hunt che ha cercato che lo spirito del libro restasse inalterato. Interessante il punto di vista che esprime rispetto all’uso delle tecniche e il suo modo di concepirle: “C’è un punto preciso nella computer graphics dove si ha l’opportunità di stratificare e comporre l’immagine finale che può drasticamente influenzare il modo in cui il film sarà letto. Probabilmente quello che voglio fare è far sentire la presenza della mano che ha realizzato la “luce” e la texture delle immagini del film. È proprio il lavoro manuale quello che dà l’immagine finale. È molto simile al momento in cui nel 2D fai emergere la linea artistica e il tracciato del disegno, o nello stop motion, quando, mettendo la luce ad un set inerte lo fai “cantare”… Tutte queste tecniche dal 2D al 3D, hanno un momento in cui si entra in un processo tecnologico, per questo quello che distingue il lavoro conclusivo è il “tocco” che lo rende vivo. In generale il pubblico non fa caso a quese cose, in realtà quello che il pubblico vuole è essere colpito e trasportato”. (In: www. animationmagazing.net” Tuesday, June 30, 2009 Ramin Zahed).

LOST AND FOUND
MOYA LYUBOV

Russia, 2006
35mm, 26’35’’
Basato sul racconto di Ivan Sergeyevich Shmelyov “Istoriya lyubovnaya” (t.l. Una storia d’amore, 1927)
Regia, sceneggiatura, animazione: Aleksander Petrov
Animazione: Dmitri Petrov, Mikhail Tumelya, Isolda Solodova
Operatore: Sergei Reshetnikov
Suono: Viktor Duritsyn

FilmCULT h. 16.00

moya lyuba

Se ne Il vecchio e il mare abbiamo citato l’impressionismo, per Moya Lyubov la pittura è quella di Renoir, le immagini sono voluttuose come quelle del maestro francese e ben si addicono alla storia di un nascente amore in cui la fantasia trasfigura la realtà. Tanto più che si parla spesso di un innamoramento di un adolescente. Forse noi italiani potremmo citare gli artisti della Scapigliatura lombarda, per quanto distante forse dai riferimenti del regista russo. Le ambientazioni della storia sono quelle popolari, storicamente collocabili all’epoca pre-rivoluzionaria, i personaggi resi un po’ caricaturali, il tono è un saliscendi di stati emotivi, aderenti alla sensibilità adolescenziale del protagonista. La tecnica è ancora quella della pittura su lastra di vetro che sorprende sempre per l’incredibile brillantezza cromatica. Una storia classica raccontata in modo classico.

MOYA LYUBOV
MAALAISLÄÄKÄRI / THE COUNTRY DOCTOR

Finlandia, 1996
35mm, 15’
Basato sul racconto di Franz Kafka “Country Doctor”
Regia, sceneggiatura, montaggio: Katarina Lillqvist
Fotografia: Vladimir Malik;
Animazione: Ján Klos
Musica: Poza, Klezmer-archive
Produzione: Kinotuotanto Oy

Focus KATARIINA LILLQVIST h. 17.00

The_Country_Doctor

L’ultima parte della trilogia di Kafka è un film basato su una delle storie più cupe dell’autore praghese. È un racconto profondamente emotivo che raccoglie le testimonianze dei profughi della guerra dell’ex-Yugoslavia, in particolare degli abitanti di Sarajevo. Questi racconti si intrecciano alla storia di Kafka unendo i drammi di ieri a quelli del presente. L’atmosfera è carica di dettagli grotteschi, ma l’incubo della guerra si sente reale.

MAALAISLÄÄKÄRI / THE COUNTRY DOCTOR
MIRE BALA KALE HIN / TALES FROM THE ENDLESS ROADS

Finlandia, 2002
finlandese, 35mm, 8’
Regia, sceneggiatura: Katariina Lillqvist,
Animazione: Alfons Mensdorff-Pouilly,
Camera: Miloslav špála,
Suono: Zbynek Madler,
Narratore: Priscilla Bergey,
Produzione: Camera Cagliostro

Focus KATARIINA LILLQVIST h. 17.00

Prologue_Tales_from_the_endless_roads

Mire Bala Kale Hin è il titolo di una serie di episodi che si ispirano a leggende e favole Rom. Il primo episodio vede protagonista una famiglia Rom in cammino con un carrozzone. La piccola Maruska è stanca così la nonna inizia a raccontarle una storia. Accompagnati dalla voce suadente della nonna, noi seguiamo i loro viaggi dall’India verso il lontano nord. Ma questo che presentiamo è solo il prologo di una lunga avventura.

MIRE BALA KALE HIN / TALES FROM THE ENDLESS ROADS
PERCORSO#0008-0209

Italia, 2009
MiniDV, colore, senza parole, 5′35”
Autore: Igor Imhoff
Musica: Igor Imhoff
Autoproduzione

animAZIONE03 h. 20.30

percorso2

Come spesso capita a realizzare corti d’animazione d’autore sono spesso grafici, con una formazione artistica. Questo è anche il caso di Percorso di Igor Imhoff. Percorso#0008-0209 è l’ultima delle sue produzioni, lo precedono Percorso0007-0308, Percorso#0005-0406 e Path_0a-1406. Anche se non è affatto sottintesa la sequenzialità nella numerazione progressiva dei titoli dei suoi film, è chiaro che esiste una coerenza stilistica tra essi che affiora e si affina nel corso del tempo. Il tempo in realtà sembra essere del tutto assente nello sviluppo delle sue visioni animate che rapiscono per un effetto di incanto caleidoscopico. Non capiamo esattamente dove comincino e dove finiscano. Solo qualche elemento ne costituisce la traccia. Questo effetto di spaesamento è accresciuto dall’uso di una musica altrettanto ipnoica, un carillon che potrebbe suonare senza fine. Per questo film si sono utilizzate diverse tecniche molto sofisticate in termini di elaborazione elettronica, ma con una base “primitiva”: il disegno. Igor Imhoff dà questa definizione al suo film: “Spiegare in poche parole la tecnica è difficile… in pratica si tratta di modelli tridimensionali. Sono disegni scannerizzati e poi animati con più software di animazione, alcuni dei quali fatti ad hoc per trasformare i disegni in modelli complessi poligonali… io direi animazione 3D”. Il fascino del film è notevole e sfuggiamo con difficoltà alla tentazione di rivederlo come un refrain.

PERCORSO#0008-0209
HOMELAND

Repubblica Ceca/Spagna, 2009
BetaSP, B/N, senza parole, 6’25’’
Regia, sceneggiatura, animazione: Juan de Dios Marfil Atienza
Suono: Javier Marfil Atienza
Tecnica: 2D, disegni animati
Produzione: FAMU 2009
Produttore: Hanka Trestíková

animAZIONE03 h. 20.30

Homeland

La scuola di Praga ha un illustre passato alle spalle: la Facoltà di Cinema e Televisione FAMU, parte integrante dell’Accademia di Arti Performative, è stata fondata dopo la seconda Guerra mondiale, nel 1946, ed è una delle più vecchie d’Europa. È membro fondatore di CILECT, di ELIA (European League of Istitutes of Arts), dell’European Association of Cinema and television Schools, del Groupment Européen des Ecoles de Cinéma et de Television. I lavori dei suoi studenti hanno ricevuto numerosi premi ai festival internazionali e spesso sono nate delle co-produzioni. Questa premessa suggerisce come nascano le collaborazioni in una rete europea attiva sul piano formativo e creativo. Homeland è uno di questi risultati. Un’animazione classica a disegni animati di una semplicità disarmante realizzata da Juan de Dios Marfil Atienza. Sono disegni a china evidentemente tracciati su carta da disegno porosa, un tratto a grafite tremolante che racconta una storia surreale appesa a un filo… sul filo di un gomitolo che si dipana nell’impossibile tentative di trattenere una creatura aliena. Questo è quello che cerca di fare l’esile e minuta protagonista la cui casa è  letteralmente invasa da un alieno straripante ma l’attaccamento e l’affetto rappresentano la vera patria! Il disegno e la musica seguono lo stesso ritmo e l’autore di fatto è illustratore e compositore: capisce e costruisce il ritmo evidentemente in perfetta contemporaneità.

HOMELAND
GRANICA / BORDER

Austria, 2009
DigiBeta, colore, senza parole, 6’
Regia, sceneggiatura, fotografia, montaggio: Eni Brandner
Assistente alla ripresa e al montaggio: Darko Vidačković
Montaggio: “Lonesome” Andi Haller
Definizione digitale: Kurt Hennrich
Consulente artistico: Bady Minck/Amour Fou
Produzione: Amour Fou Filmproduktion
Colonna sonora: Christof Dienz
Con il supporto di: Innovative Film Austria e Wien Kultur

animAZIONE03 h. 20.30

Granica

“Granica, Grenze, Border – linea divisoria tra due religioni, due culture – rispettivamente tra l’area a maggioranza Serba e la Croata. Dodici anni dopo la fine del conflitto nella “Repubblica di Serbia Krajina” durante la Guerra yugoslavo-croata (1991-1995), le tracce sono ancora presenti. Le case dilapidate, distrutte – in parte situate proprio nei pressi dei campi minati, o nel mezzo delle vedute di città, in attesa dei loro proprietari – come atto di memoria non intenzionale, per sfuggire l’oblio. I primi abitanti o i loro discendenti/eredi tornano solo pochi alla volta nell’area resa improvvida dalla Guerra yugoslava. Quello che rimane sono villaggi semi abbandonati e città scarsamente abitate nell’interno, fuori dai sentieri battuti, che ancora non sono state recuperate dai tempi della guerra. Filmato a Zitnic, Drnis, Sibenik e Tepljuh (Croazia) nel 2008, nei luoghi attorno all’area del confine temporaneo della internazionalmente non riconosciuta “Repubblica di Serbia Krajina”. Dopo la balvan-revolucija (in quell periodo erano state sollevate delle barricate a formare dei confini per la determinazione di un nuovo stato mai riconosciuto, ndr.), nell’agosto del 1990 quest’area divenne uno dei punti focali della guerra yugoslavocroata del 1991-1995”. Il film di Eni Brandner si concentra sulle inquadrature ravvicinate dei resti di case abbandonate dopo il conflitto dell’ex-Yugoslavia. Sono le case stesse che parlano attraverso i fori dei proiettili, I colpi di piccone, la desolazione dentro e fuori di esse. Sono trattate come fossero corpi morti, scheletri abbandonati, monumenti inconsapevoli di un conflitto che ancora pesa sulla coscienza dell’Europa.

GRANICA / BORDER
MATOPOS

Francia, 2006
35 mm colore, senza parole, 11’ 22’’
Regia, soggetto: Stéphanie Machuret
Storyboard: Stéphane Sichere
Scenografia: Annie Finet
Animazione 3D: Anthony Menard, Raphaêl Lev, Eric Castaing,Silke Jäger
Modellizzazione 3D:Alexandre Dubosc, Jérome Gordon, Stéphane Machuret, Mathieu Trintzius
Setup 3D: Mathieu Trintzus
Compositing: Alexander Dubosc, Stéphan Machuret
Sound Design: Frédéric Le Louet
Musica: Nawal Mlanao
Produzione: Sacrebleau
Con il sostegno di: Centre National de la Cinématographie, Sacem, Maison du Film Court, Procirep Angoa/Agicoa
Con la partecipazione di: ARTE France

animAZIONE03 h. 20.30

Matopos

Stéphanie Machuret spiega così il suo film: “È stato durante una lezione di danza africana, come se avessi dato un colpetto al mio bambino interiore e muovendomi come un bamboo scosso dal vento che ho avuto l’ispirazione per questa animazione. Riflettevo sulla forza del germoglio resistente agli attacchi del vento che prova continuamente a spezzarlo. Ma il germoglio di bambù resta fortemente radicato nel terreno e si piega con il vento, non si spezza. La musica è un fattore importante in questo film, perché credo sia una parte estremamente importante della nostra vita. Fin dall’inizio dell’umanità la musica l’ha aiutata a superare le sue paure. Il protagonista centrale dell’animazione è una donna anziana che rappresenta la madre terra, è lei che esorcizza il ragazzo cieco con la sua musica. Lei gli mostra che non deve aver paura dell’ignoto, gli insegna che ci sono diverse facce negli elementi naturali, qualche volta possono sembrare negative, mentre sono positive, o viceversa. Alla fine del film è la nonna che, attraverso il potere della musica e della fede, dà fiducia agli abitanti del villaggio, dà loro speranza per il futuro, e li aiuta a capire gli elementi naturali. Il magnifico paesaggio nell’animazione è ispirato alla zona protetta nello Zimbabwe chiamata Matopos”. http://imaginingourselves.imow.org

MATOPOS
A SELLÖ ÉS A HALÁ / THE MERMEID AND THE FISHERMAN

Ungheria, 2009
BetaSP, colore, senza parole, 10’
Regia, Sceneggiatura, Animazione: Kinga Rofusz
Animazione: Varga Miklósó
Disegni: Klauszné Eleö Bernadett
Camera: Bacsó Zoltán
Montaggio: Czagkó Judit
Suono: Zsebényi Béla
Produzione: Magyar Rajzfilm Proskciós Iroda Kft.
Produttori: Koncz Márta, Mezei Borbála, Mikle Judit
Con il supporto di: The Motion Picture Public Foundation of Hungary e The Ministry of  Education and Culture

animAZIONE03 h. 20.30

sellő 1

Kinga Rofusz presenta il suo ultimo film in animazione A sellö és a halá, realizzato come i precedenti sulla base di un’animazione tradizionale, il disegno animato che è evidentemente una conseguenza della sua inclinazione verso l’illustrazione e la grafica. È curiosa la scelta di un tema fiabesco (il mito della sirena) già presente in un titolo proiettato al Piccolo Festival 2008, il film della giovane autrice tedesca Anna Kalus, Seemannstreue. I due film sono molto diversi ad esempio nella lavorazione più classica del disegno da parte di Kinga Rofusz, là dove era stata utilizzata una tecnica di collage ed elaborazione computerizzata. Anche la fonte d’ispirazione è diversa: in questo caso la sirena è una specie di miraggio che incanta un marinaio che la cerca tra i flutti dove viene inghiottito e poi salvato; il film di Anna Kalus aveva uno sfondo necrofilo (il marinaio invaghito della bella sirena, continua a seguirla anche dopo la sua morte, rapito per sempre).

A SELLÖ ÉS A HALÁ / THE MERMEID AND THE FISHERMAN
SENZA TESTA

Italia, 2009
BetaSP Pal, colore, senza parole, 4’ 51’’
Regia, sceneggiatura, animazione: Michele Bernardi
Suoni e Musica: Michele Bernardi
Produzione indipendente

animAZIONE03 h. 20.30

IMMAGINE

Il film ha come soggetto un eccentrico collezionista di teste. Michele Bernardi ce lo presenta in forma di romanzo: “Ho cominciato da bambino, così come si fa con gli insetti, le farfalle o i francobolli. Le raccoglievo nei giardini pubblici abbandonate nell’indifferenza, in chiesa, dove cantavo nel coro, dopo che i devoti erano tornati alle loro faccende, le trovavo nella solitudine dei magazzini tra l’odore della trielina e della lana, nei bar e nei cortili delle villette a schiera. Poi mi mettevo a schedarle una per una, non per il colore, la provenienza, il sesso o l’età, ma per gli stati d’animo in cui erano state lasciate: ansia, indifferenza, paura, tante teste della solitudine. Quarant’anni a raccogliere teste, di bambini soli o viziati, impiegati distratti, mariti indifferenti e mogli stanche, preti ed eretici. Tutti, ma proprio tutti portavano in faccia lo stesso ghigno di tristezza. E nessuno mai ha reclamato indietro la propria testa”. Il lavoro di Michele Bernardi, che spesso collabora con Davide Toffolo e il suo gruppo musicale, i Tre Allegri Ragazzi Morti.

SENZA TESTA
BIRTH

Italia/USA, 2009
BetaSP Pal, colore, inglese, 12’
Regia: Signe Baumane
Musica: Douglas Mullins
Sound Design: Rob Daly
Montaggio: Taylor Armstrong
Produzione: Pierre Poire

animAZIONE03 h. 20.30

Birth

Già nella serie dei brevi episodi di circa un minuto di Teat Beat of Sex, Signe Bauman affrontava temi legati alla sessualità, il primo bacio, il primo incontro, la gelosia… raccontati dal punto di vista femminile. Ma nel caso di Birth e di Amina, la protagonista, la storia è più intima e anche più centrata sulla psicologia femminile. Le aspettative, le angosce, ma anche i pensieri romantici di un’adolescente sono visualizzati con una serie di immagini che traslano la realtà, ma che allo stesso tempo sono terribilmente reali. L’autrice ci parla con un linguaggio molto diretto concretizzando nella visione animata i rapidi passaggi d’umore della ragazzina e della sua relazione con la madre, con la zia e alla fine con se stessa.

BIRTH
GULIVER / GULLIVER

Croazia, 2009
BetaSP Pal, colore, lingua croata,14’
Regia, sceneggiatura e storyboard, character design e fotografia: Zdenko Bašić
Colonna sonora: Anita Andreis Žganec
Narratore: Pero Kvrgić
Animatore Capo: Manuel Šumberac
Animazione: Matija Odrčić,Ozren Furst, Ognjen Tutek,Vjekoslav Kiralj, Zdenko Bašić
Montaggio: Marjieta Lisac
Compositing: Manuel Šumberac, Dražen Zeljkovic, Ozren Furst,Marjeta Lisac, Zdenko Bašić
Sound mix: Duško Samarðić Kovačić – Laboratorija Zdvuka
Produttore: Goce Vaskov
Produttore esecutivo: Barbara Mrkić
Distribuzione, promozione: Tiha Gudac

animAZIONE03 h.20.30

Guliver

Il film riprende direttamente la storia di Gulliver, ma la attualizza stravolgendo la figura del protagonista, un gigante nella terra di Lilliput, vittima di se stesso e del suo superomismo. Solo alla fine rimasto solo di fronte alla natura, senza sovrastrutture, riesce a muoversi e a ritornare il viaggiatore incantato che è nella storia originale. Scritto nel periodo dell’Illuminismo – è una dimostrazione del riscatto dell’immaginazione sulla razionalità e sul pretestuoso realismo oggettivo della ricerca e della scrittura dei testi geografici e scientifici – I viaggi di Gulliver diventa l’emblema della caduta dei miti di un progresso inseguito a tutti i costi nella favola del film di Zdenko Bašić. La formazione di illustratore e scenografo dell’autore influenza moltissimo la rappresentazione della storia animata eleborata in 3D, con lo stesso stile onirico e decadente. La scuola di animazione di Zagabria con la sua lunga tradizione vede mantenuti alti gli standard di produzione anche in questo film diretto da un giovane regista. Come lui stesso riconosce nell’intervista a Dvenik Kulturni Info del 5 giugno 2009, sono stati fondamentali i suoi studi e la sua passione per il Teatro di Figura, altro elemento imprescindibile per la cultura figurativa dell’animazione dei Paesi dell’Est europeo.

GULIVER / GULLIVER
MARY AND MAX

Australia 2008
35 mm, colore, inglese, 92′
Regia e sceneggiatura: Adam Elliot

h. 22.00

Mary e Max vivono ai due lati opposti del mondo. Lei è una bambina australiana, timida, imbranata e con una madre alcolizzata, lui un ebreo quarantenne di New York, obeso e paranoico. In Australia ci sono i colori, in America è tutto in bianco e nero. Un giorno la piccola Mary apre a caso l'elenco telefonico di New York, copia un indirizzo e scrive una lettera. Max risponde: i due diventano amici di penna legati dalla passione per la cioccolata e i disegni animati. Ricco di humour nero e poesia. Tra Woody Allen e Tim Burton.

Mercoledì 16
LE PEUPLE DU SON

Belgio, 2008
DVD, Colore, fiammingo 11’52’’
Un projet “Culture/Ecole” de la Cellule Culture-Enseignement
Realizzazione collettiva
Sceneggiatura, personaggi, disegni,animazione, voci narranti: 44 alunni di 3 classi della 5°Elementare Bressoux – de Gaulle
Regia e coordinamento: Sébastien Godard, Mathieu Labaye
Montaggio: Mathieu Labaye
Produttore Esescutivo: Jean-Luc Slock
Tecnici audiovisivi: Geoffroy Baral, David Nelissen
Produzione: Caméra (Centre du Cinéma et de l’Audiovisuel de la Communauté française de Belgique)
Con il sostegno di: Regione Vallone, Direction générale de l’Economie et de l’Emploi
Provincia di Liegi e il suo Servizio Culturale, Comune di Liegi Service général de la Jeunesse et de l’Education permanente

AnimaKIDS h. 10.30

peuple-du-son

Questo film d’animazione è molto eleborato tecnicamente, pur utilizzando come base la tecnica del cut-out. Le immagini sono molto curiose e originali. Il pattern è molto semplice, una forma circolare. Ma su questi strani personaggi i movimenti minimi e caricaturali sono valorizzati dall’inserimentofotografico degli occhi degli stessibambini impegnati nell’animazione!L’effetto è molto interessante e ha il sapore della grafica delle avanguardie DADA e surrealiste. Anche la storia è molto dadaista, una macchina che per emettere suoni deve essere alimentata da questo stravagante “popolo del suono”.

LE PEUPLE DU SON
RADOSTKI

Polonia, 2009
35 mm, colore, polacco,10’40’’
Regia, sceneggiatura, progetto plastico, art design: Magdalena Osińska
Assistente di regia: Marta Zawieja
Interpreti: Kamilek Grzybowski, Logan Phelps
Voci: Michal Poniedzielski, Marta Zawieja, Marysia Korzycka, Gabrysia Korzycka
Musica: Jean-Marc Petsas
Sound Design: David Pringle
Montaggio: Michael Aaglund
Animazione 2D: Piotr Milczarek, Magdalena Osińska, Olga Duray
Animazione 3D:Adrian Pòltorrak, Piotr Szczepanowicz, Tomasz Popakul
Supervisori Artistici: Piotr Dumata, Marian Kielbaszczak
Consulente: Pawel Partyka
Produttore: Zbigniew Zmudzki
Co-produttori: Pawel Partyka, Luk Toutounghi, Magdalena Osińska
Produzione: Se-Ma-For Produkcia Filmova
Con il supporto di: Instytut Sztuki Filmowj, PWSFTviT (Polish National Film School)

animaKIDS

animAZIONE03

Radostki

Non bisogna lasciarsi ingannare dallo stile apparentemente infantile di questo film. In realtà è molto sofisticato, combina il disegno animato con tecniche di animazione elaborate in computer graphic. È il lavoro di Magdalena Osinska, una studentessa della scuola PWSFTviT di Lodz, realizzato con la produzione di uno degli studi d’animazione più grossi d’Europa, lo studio Se-Ma-For. Da una cooperazione tra questo con la britannica BreakThru Films è nato tra l’altro Peter and the Wolf di Suzie Templeton (2006), vincitore del premio Oscar, Academy Award, nel 2008. Radostki racconta una storia sfruttando il potere evocativo dei disegni dei bambini e, partendo da soluzioni apparentemente semplici, ma proprio per questo estremamente creative è in grado di sorprendere anche il pubblico più adulto.

RADOSTKI
IL COLLO LUNGO …

Italia, 2000/01
B/N, senza parole, 2’
Regia, sceneggiatura, animazione: Maria Pezzedi
Produzione e distribuzione: SA Urbino “Scuola del libro”/ sez. Disegno Animato

animaKIDS

Il_collo_lungo

L’autrice così introduce e suggerisce il contenuto della sua animazione Il collo lungo: “Una bambina aiuta la giraffa a fare il giorno”. L’animazione è stata filmata in negativo. In origine i disegni erano a matita su carta bianca. L’effetto è quello della tecnica del grattage, cioè una specie di graffiato che da una superficie nera fa emergere in negativo il segno bianco.
È il principio dell’incisione solo trasposto su carta. Ci sono molte attinenze alla poetica de "Il Piccolo Principe", sia per i riferimenti visivi delle immagini, della collocazione e relazione dei personaggi sia per il tipo di struttura narrativa.

IL COLLO LUNGO …
TERZO TEMPO

Italia, 1994/1995
B/N, senza parole, 1’39’’
Regia, sceneggiatura, animazione: Alessandro Baronciani
Musica: Les Negresses Vertes
Produzione e Distribuzione: ISA Urbino “Scuola del libro”/ sez. Disegno Animato

animaKIDS h. 10.30

Terzo_tempo

I disegni acquarellati scivolano seguendo precisamente la musica. Il film è una specie di videoclip visionario con un protagonista straordinario, un orso. Il segno di questa animazione è più fluido rispetto a quello che Alessandro Baronciani usa abitualmente nelle sue opere grafiche, nelle illustrazioni e nelle storie a fumetti. “Mi sono sempre chiesto quando vedevo i film e leggevo “secondo tempo”, se ci fosse anche un “terzo tempo” e forse anche un “quarto tempo”. Pezzi di storia e ritagli che nel film non fanno vedere, gli spostamenti, le attese nelle sale d’aspetto, prima di una scena importante o dopo un momento di azione”, così commenta il suo film l’autore. Il segno di Alessandro Baronciani è comunque inconfondibile per l’uso di una linea nitidissima senza mezzetinte, ma che si regge sul contrasto netto del bianco e nero, del pieno e del vuoto, sempre ben calibrati e bilanciati. Terzo tempo è un film d’esordio, rimasto tale nell’attività dell’autore che si dedicherà in seguito più alla grafica e al fumetto. Proprio per questa sua particolarità ci sembra interessante proporlo, come una sfaccettatura di un lavoro complessivo che va oltre l’animazione. È anche un invito all’autore a riprovarci!

TERZO TEMPO
SI, PERO’ …

Italia, 2008
colore, senza parole, 2’43’’
Regia, sceneggiatura, animazione: Magda Guidi
Musica: John Cage
Produzione e distribuzione: ISA Urbino “Scuola del libro”/ sez. Disegno Animato

animaKIDS h. 10.30

si_però

“L’animazione secondo me è fatta apposta per raccontare la memoria, il sogno, l’immaginazione. L’illusione crea già da sola un’atmosfera irreale, sospesa. Attraverso l’animazione quindi mi piace raccontare i rapporti umani legati da un filo più mentale che reale, figure lontane nel tempo e nei luoghi tenute insieme da un rapporto psicomagico che riescono ad incontrarsi per un attimo in questa dimensione sospesa. Io voglio raccontare questo, fermare e descrivere questa dimensione prima che la realtà si ricomponga e tutto torni come prima”. (da un’intervista di Michela Fantuzzi, L’Aperitivo Illustrato, n. 16, giugno 2008)

In Sì, però… l’animazione ha una matrice stilistica vicina alle lezioni desunte dai film di Georges Schwitzgebel e naturalmente dal maestro della scuola d’Urbino, Roberto Catani. Interessante e magico lo spostamento del funambolo e il suo contemporaneo vacillare al muoversi di un tasto del pianoforte, il tutto in un gioco di piani ad incastri e di prospettive illusorie e cangianti.

SI, PERO’ …
LA RELIQUIA RIVOLTOSA

Italia, 2009
BetaSP Pal, colore, italiano, 6’
Regia: Stefano Tambellini, Giovanna Lo Palco, Pamela Poltronieri, Giulia Rivolta, Francesco Tagliavia
Soggetto: Stefano Tambellini, Giulia Rivolta
Sceneggiatura: Stefano Tambellini
Musica originale: Fulvio Chiara
Produzione: Centro Sperimentale di Cinematografia, Dipartimento di Animazione di Torino

animaKIDS h. 10.30

reliquia_rivoltosa

La reliquia rivoltosa.
Filastrocca originale di Stefano Tambellini:
Prologo. Sul finire dell’inverno Milleottocentonovanta, /fu trovata una mummia dentro a una pianta…/ E andaron subito a vederla, giù dal paese,/ il prete il sacrestano e uno scienziato forese,/ chiedendosi in coro di chi fosse quel corpo,/ scampato al tristo destin di chiunque gliè morto!/ Qualcuno pensò che fosse un folletto/ o lo spirito padron di quel folto boschetto…/ ma il dottor Lomi, che sapeva le teorie del Lombroso,/ disse: “A giudicar dalla fronte direi ch’era un tal assai pericoloso!”/ Poi codesti discorsi, piuttosto affrettati,/ dalla voce del prete furono chetati!/ In quel momento un’idea gl’illuminò il viso,/ nominò tutti gli angeli del Paradiso/ e disse: “Non sentite anche voi quest’odore celeste??/ Della santità delle spoglie, le prove son queste!/ … Colui che nel tronco giace sognante,/ è il nostro patrono: San Giona Viandante!!”.
Film di diploma diStefano Tambellini, Giovanna Lopalco, Pamela Poltronieri, Giulia Rivolta, Francesco Tagliavia.

LA RELIQUIA RIVOLTOSA
MAESTRO

Ungheria, 2005
35mm, colore, senza parole, 5’
Regia, soggetto: Géza M. Tóth
Realizzazione: Kedd Animation Studio
Prodotto da: Éva M. Tóth e Géza M.Tóth
Produzione: Kedd Animation Studio e MTV Hungaria

animaKIDS h10.30

animAZIONE03 h.20.30

Maestro

Maestro nasce da KEDD Animation Studio, un team che si occupa della realizzazione di animazioni sia per la televisione che per il cinema. Il regista Géza M. Tóth è uno dei suoi fondatori. Il film è costruito come un ingranaggio svizzero, e non si usa questa metafora a caso… La qualità del lavoro è altissima e il meccanismo della storia si scopre solo nel finale con un tempismo degno di Hitchcock, tanto è ben costruito il tempo di attesa e sospensione che si svela con divetrito stupore solo alla fine del film. Pur nella sua brevità, 5 minuti, ogni secondo è scandito con precisione assoluta nella scelta delle immagini e in un crescendo che unisce la rotazione dell’inquadratura attorno all’unico soggetto-protagonista e il ritmo, da “orologio”, della colonna sonora.

MAESTRO
HUDUD

Belgio, 2008
DVD, colore, arabo con sottotitoli in francese, 7’35’’
Un film realizzato da 12 giovani di Betlemme nel campo dei rifugiati di Deisheh
Sceneggiatura, personaggi, fotografie,
animazioni e voci narranti: Ghassan Abu-Aja Mia, Jack Abu Dinein, Yazan Abu Ghosh, Jeries Abu Jaber, Islam Hashem, Jimmy Lama, Jeffry Salameh, Orianna Salameh, Paulette Salameh, Pierre Salameh, Mahmoud Swaitti, Fransheska Zakaria
Regia e montaggio: Louise-Marie Colon, Delphine Hermans
Assistenti: Anaële Hermans
Musica originale: Mathieu Labaye
Tecnici audiovisivi: David Nelissen, Geoffroy Baral
Produzione: Jean-Luc Slock
Produzione: Caméra (Centre du Cinéma et de l’Audiovisuel de la Communauté française de Belgique)
Con il sostegno di: Regione Vallone, Direction générale de l’Economie et de l’Emploi, Véronique De Keyser,deputato europeo, Provincia di Liegie il suo Servizio Culturale, l’Ufficio Internazionale della Gioventù
In partnerariato con AEI (Arab Educational Institute – Bethléem)

animaKIDS h. 10.30

Hudud

L’animazione è in cut-out, si sviluppa combinando le storie di due ragazzi palestinesi sullo sfondo di una città, Betlemme, dove abitano e dove si levano mura di separazione per loro incomprensibili. Le foto e lo svolgersi della vita quotidiana vengono interrotte bruscamente da azioni aggressive che estromettono la gente dalla loro stessa casa e dallecomuni abitudini quotidiane.

HUDUD
LOST AND FOUND

Inghilterra 2008
BetaSP Pal, colore, inglese, 24’
Regia, sceneggiatura, montaggio: Philip Hunt
Tratto dal libro omonimo di Oliver Jeffers
Musica: Max Richter
Suono: Adrian Rhodes
Voci: Jim Broadbent
Produttore: Sue Goffe
Produzione: Studio AKA
Sound editor: Adrian Rhodes

animaKIDS h. 10.30

lost-and-found

“Cosa può fare un ragazzino quando un pinguino capita davanti alla sua porta? Cerca di capire da dove viene, di certo per riportarlo lì. Anche se questo significa andare fino al Polo Sud”. Questo scrive nel suo sito l’autore, Oliver Jeffers, del libro omonimo, base del film d’animazione realizzato dal regista Philp Hunt dello “Studio AKA”. L’ispirazione del film è fedele alle illustrazioni orginali. Questa è stata l’intenzione del regista, Philip Hunt che ha cercato che lo spirito del libro restasse inalterato. Interessante il punto di vista che esprime rispetto all’uso delle tecniche e il suo modo di concepirle: “C’è un punto preciso nella computer graphics dove si ha l’opportunità di stratificare e comporre l’immagine finale che può drasticamente influenzare il modo in cui il film sarà letto. Probabilmente quello che voglio fare è far sentire la presenza della mano che ha realizzato la “luce” e la texture delle immagini del film. È proprio il lavoro manuale quello che dà l’immagine finale. È molto simile al momento in cui nel 2D fai emergere la linea artistica e il tracciato del disegno, o nello stop motion, quando, mettendo la luce ad un set inerte lo fai “cantare”… Tutte queste tecniche dal 2D al 3D, hanno un momento in cui si entra in un processo tecnologico, per questo quello che distingue il lavoro conclusivo è il “tocco” che lo rende vivo. In generale il pubblico non fa caso a quese cose, in realtà quello che il pubblico vuole è essere colpito e trasportato”. (In: www. animationmagazing.net” Tuesday, June 30, 2009 Ramin Zahed).

LOST AND FOUND
KAMILLO KROMO

Italia 1993, VHS
colore, italiano, 26’
Basato sulla storia Kamillo Kromo di Francesco Tullio Altan
Regia: Enzo d’Alò
Direttore delle animazioni: Silvio Pautasso
Musiche: Beppe Crovella
Realizzazione: Lanterna Magica
Produttore Esecutivo: Maria Fares
Produzione: La Lanterna Magica – Etabeta

FilmCULT h. 16.00

kamillo Kromo

La storia di Kamillo Kromo è stata pubblicata nel 1978 (ed. EL, Einaudi) ed è diventata subito popolarissima e oggetto di ristampe e anche di un seguito Kamillo Kromo gira il mondo (ed. EL, 1998). Nel 1993 dalla collaborazione di Lanterna Magica e RAI nasce uno special di 26’ ispirato a questo straordinario personaggio e andato in onda con grande successo. La tecnica di animazione con cui è stato realizzato è quella classica dei disegni su fogli di acetato (rodovetri). Sui fogli trasparenti si disegnano i contorni dei personaggi e sul retro si utilizzano speciali colori che danno loro una forte luminosità. La ripresa dei disegni è a passo uno, cioè fotogramma per fotogramma. Nell’animazione Altan ha creato i personaggi e le coloratissime scenografie, Enzo d’Alò ne ha curato la regia.

KAMILLO KROMO
URALIN PERHONEN / FAR AWAY FROM URAL

Finlandia, 2008
35mm, finlandese, 27’
Regia: Katariina Lillqvist
Sceneggiatura: Katariina Lillqvist, Hannu Salama,
Animatore: Alfons Mensdorf-Poyilly,
Montaggio, digital effect: Tatu Pohjavirta
Colour correction: Generator Post
Musica: Hannu Kella,
Suono: Tero Malmberg, Nuutti Vapaavuori
Set design: Matteus Marttila, Honza Balej, Katariina Lillqvist, Tomas Grund
Puppets: Erja Mikkola, Marie Mastna, Ondrej Zika
Direttore dello studio: Jan Balej – Hafan Studio, Praga
Direttore della Fotografia: Miloslav Spala
Interpreti: Jootaarkka Pennanen, Aliisa Pulkkinen, Ari Numminen, Tanja-Lotta Räikkä
Produttore: Jyrki Kaipainen
Produzione: Camera Cagliostro, Film Co-operative

Focus KATARIINA LILLQVIST h. 17.00

URALIN PERHONEN

Il film è basato su popolari storie folk che hanno come protagonista il generale Carl Gustav Mannerheim, comandante in capo dell’esercito di difesa della sanguinosa guerra civile finnica (1918), divenuto poi Presidente della Finlandia. Prima di diventare generale, Mannerheim viaggiò nell’Asia Centrale come esploratore (in realtà era una spia dell’esercito russo). È qui in Kyrgyzstan che comincia la storia di Katariina Lillqvist dove l’esploratore incontra un ragazzo e lo porta con sè come servo e amante. Quando infine il generale abbandona il ragazzo nei campi di battaglia il mito dell’eroe della guerra di indipendenza subisce un brutto colpo e fa gridare allo scandalo.

URALIN PERHONEN / FAR AWAY FROM URAL
THREE SISTERS & ANDREY

Bulgaria/Germania, 2009
35mm, colore, senza parole, 14’
Regia: Boris Despedov, Andrey Paounov
Soggetto: Andrey Paounov
Produzione design and visual concept: Boris Despodov
Montaggio: Zoritza Kotzeva
Direttore della Fotografia: Nikolay Lazarov (BAO)
Sound Design: Ivo Paunov
Produttori: Ivan Pavlov, Sebastian Leutner
Disegni: Spartak Yordanov, Vessela Yotzeva, Dobromir Dimitrov, Alexander Gerginov, Assia Grueva, Raya Simeonova, Kiril Kirilov, Elitza Shivarova
Animazione 3D: Vihren Pacounov
Sound Mixed: Matthias Mania
Produzione: ACT PIK Bulgaria
Co-Produzione: Nico Grein/Sebastian Leutner-FilmProduction GBR-Germania
Col supporto del National Film Center-Bulgaria/MFG FilmFoerderung Baden Württemberg/ Robert Bosch Stiftung/B-Film ltd. Bulgaria

animAZIONE03 h.20.30

3sisters

Il film allude al dramma teatrale di Anton Čechov, Tre sorelle (1900) che viene riletto con una sorta di acre umorismo. L’animazione è realizzata con la tecnica classica del disegno animato su base filmica (rotoscope). Una lavorazione sempre molto complessa che ha portato ad un risultato raffinato per quanto riguarda l’elaborazione delle immagini e delle scene strettamente funzionali alla scelta narrativa. Molto bella la sequenza iniziale che ricostruisce i rapporti e le relazioni morbose tra le tre sorelle che vede totalmente escluso il fratello Andrey. Ricrea un’atmosfera un po’ delirante l’accostamento di un poster di Lenin con quello di un concerto live dei Rolling Stones a Mosca. Il film è di due giovani autori bulgari, Boris Despodov, illustratore d’origine, e Andrey Paounov, scrittore e poeta. Entrambi hanno scelto l’animazione per raccontare una storia di eccezionale impatto visivo e narrativo.

THREE SISTERS & ANDREY
TIŠINA / SILENCE

Croazia, 2009
BetaSP Pal, colore, senza parole, 8’07’’
Regia, sceneggiatura, soggetto: Borivoj Dovniković Bordo
Disegni e animazione: Borivoj Dovniković Bordo, Pavao Štalter
Scenografia: Pavao Štalter
Colorazione: Jadranka Brecak Rogić
Effetti Speciali: Tomislav Sporiš
Camera: Ernest Gregl
Montaggio: Bajko i. Hromalić
Musica e sound effects: Igor Savin
Voci: Miljenko Dörr
Produzione: Zagreb Film
Co-finanziato da: Ministero di Cultura della Repubblica di Croazia, Comune di Zagabria-Ufficio per l’Educazione, la Cultura e lo Sport

animAZIONE03 h.20.30

Silence

“Io ero inizialmente ispirato a Disney e a figure più sperimentali, come Oskar Fishinger, ma nella seconda metà degli anni Cinquanta, parallelamente all’evoluzione dell’animazione a Zagabria, ho continuato a lavorare con lo stile dei fumetti che pubblicavo nelle riviste di allora. Alla Zagreb Film (la compagnia nazionale di produzione che ha supportato la maggior parte dei film di Borivoj Dovniković “Bordo”) noi abbiamo creato un modo completamente diverso di animazione rispetto al nostro ‘vecchio padre’ Walt Disney. Jaques Tati è il mio regista preferito. La mia aspirazione è di raggiungere la sua comicità con i personaggi dei miei film animati”. Così si esprime
efficacemente l’autore nel libro di Liz Faber and Helen Walters, Animation Unlimited: Innovative Short Films since 1940 (London, ed. Laurence King, 2004) ed esplicita perfettamente la poetica del suo ultimo film Tišina che descrive le nostre azioni spesso incomprensibili e illogiche.

TIŠINA / SILENCE
TRAMONDO

Italia, 2007
BetaSP Pal, colore, 15’
Regia, animazione: Giacomo Agnetti, Davide Bazzali
Character design, animazione: Ilaria Commisso
Assistente: Simone Colombo
Direttori di Fotografia: Ilaria Maruccio, Giuseper Ceravolo, Mirko Sayado Mimi, Lucia Gallone,Milena Rizzi
Scenografia: Daniela Minetti, Alice Pulvirenti, Gaia Mottedo, Elena Colombo
Sound Effect: Francesco Duranti
Musica: soundtrack orchestra
Produttori: Olivia de Muro, Marco Rosson, Valentina Rizzi
Produzione: Magicmindcorporation

animAZIONE03 h. 20.30

alfio sogna

La casa di produzione “Magicmindcorporation” nasce da un progetto che accomuna Giacomo Agnetti, Davide Bazzali e Francesco Duranti e che nel 2005 si concreta con l’apertura dello studio a Berceto, una piccola cittadina in provincia di Parma, a 1000 metri d’altezza, sull’appennino tosco-emiliano. Il team organizza la produzione di Tramondo che inizialmente doveva essere una puntata pilota per una serie televisiva. Riesce a rendersi indipendente in tutte le fasi esecutive e a costituire una realtà operativa a tutti gli effetti nell’animazione. Tramondo invece diventa un film più cinematografico che televisivo per l’originalità del soggetto, costruito con una trama ben definita e per il carattere molto stilizzato dato a personaggi e scenografie. Giacomo Agnetti, oltre all’animazione, è molto legato al mondo del fumetto cosa che traspare anche nel film. A questo si deve aggiungere l’apporto di Davide Bazzali, che si è dedicato al teatro come attore e drammaturgo.

TRAMONDO
LE LOUP BLANC

Francia, 2006
35mm, colore, francese, 8’
Regia, sceneggiatura, animazione: Pierre-Luc Granjon
Montaggio: Nathalie Pat
Art direction-Prise de vues: Sara Sponga
Suono: Loïc Burkhardt, Loïc Moniotte
Musica: Timothée Jolly
Voci: Oriane Zani, Louis Sommermeyer, Hélène Ventoura, Sylvain Granjon
Produttore: Ron Dyens – Sacrebleau Productions

animAZIONE03 h. 20.30

The_White_Wolf

Pierre-Luc Granjon spiega così il suo film: “Il lupo bianco è nato da un’immagine nella mia mente. Una famiglia è seduta attorno a una tavola, la madre si sta accingendo a uccidere un coniglio che il padre ha appena portato a casa. I loro due bambini guardano la scena senza muoversi, senza dubbio perché sono abituati a farlo. Attorno a questa immagine ho creato una piccola storia che sconfina nell’incubo. In questa storia, il lupo non è un personaggio cattivo. Nessuno lo è, perché la responsabilità del dramma che sta accadendo non può essere attribuita a nessuno. I genitori hanno le loro prede, vale a dire per nutrire la famiglia, e i bambini vivono nel loro mondo di giochi. Questi due mondi sono inaccessibili, ed è in questo spazio che il dramma si origina. Ma nel mondo di questi due bambini, la tragedia sarà di breve durata, come la vita avrà inevitabilmente il sopravvento”. http://pierrelucgranjon.blogspot.com

LE LOUP BLANC
ZUPELNIE INNA HISTORIA / DIFFERENT STORY

Polonia, 2008
BetaSP Pal, B/N, polacco, 6’45’’
Regia, sceneggiatura, soggetto, animazione: Pawel Dębski
Interprete, narratore: Wojciech Malajkat
Supervisione artistica: Marek Skrobecki, Mariusz Wilczynski
Musica: Adam Rossa
Produzione: PWSFTviT Łódź
Tecnica: 3D, disegni animati
Co-finanziato da Polish Film Istitute

animAZIONE03 h. 20.30

Different_Story

Il narratore di questo film è un coltello da cucina. La storia diventa quasi inevitabilmente “tagliente” e drammatica. È un punto di osservazione del tutto insolito sia dal punto di vista narrativo che dell’animazione. Le pareti domestiche di una cucina diventano le quinte di una scena dove si svolge l’azione quotidiana di una storia della vita di una coppia. Le inquadrature mostrano una prospettiva che trancia gli spazi, le figure, dal sotto in su o dall’alto in basso a seconda di dove il coltello sia appoggiato o lasciato cadere anche per sbaglio, fino alla svolta drammatica finale. Il disegno animato classico accresce la tensione ed è un elemento formale che si coniuga perfettamente alla costruzione narrativa. L’atmosfera prevalente di Zupelnie inna historia è quello speciale humor nero, tipico della scuola polacca, che si può condensare nel titolo che lo storico Giannalberto Bendazzi assegna, nel suo libro enciclopedico Cartoons. Cento anni di Cinema d’animazione (Marsilio, Venezia, 1992) al capitolo dedicato alla Polonia: “La poetica del pessimismo”. Tra tutti i maestri del cinema d’animazione polacco citerei senz’altro Daniel Szczchura come naturale riferimento del giovanissimo Pawel Dębski. Segnaliamo come corollario al film una nota sulla scuola PWSFtviT di Lodz che produce circa 200 film di studenti all’anno. La scuola organizza il Mediaschool (The International Film and Television School Festival) e Lodzia po wisle (the Lodz Film School Student Film). La scuola inoltre vende e distribuisce copie dei film dei propri studenti.

ZUPELNIE INNA HISTORIA / DIFFERENT STORY
VARMINTS

Inghilterra, 2008
BetaSP Pal, colore, senza parole, 24’
Basato sul libro omonimo di Helen Ward e Marc Craste
Regia, sceneggiatura, montaggio: Marc Craste
Supervisione computer graphic: James Galliard
Produttore: Sue Goffe
Co-Produttori esecutivi: Sue Goffe, Pam Dennis,Philip Hunt
Suono: Adrian Rhodes
Musica, conposta e diretta: Johann Johannsson
Orchestra: City of Prague Philharmonic Orchestra and Chorus

animaKIDS h. 10.30

animAZIONE03 h. 20.30

Varmints_02

Varmints è il seguito ideale del cortometraggio animato, vincitore del BAFTA (British Academy of Film and Television Arts), Jo Jo in the Stars, sempre diretto da Marc Craste. Il film si basa sull’omonimo libro scritto da Helen Ward e illustrato da Marc Craste che lo ha adattato e ne ha diretto la versione filmica. In questo caso l’illustratore del libro è anche regista del film e si attua un collegamento diretto tra la versione del racconto illustrato e quella del cinema d’animazione. Il dualismo che contrappone il mondo della natura e quello artificiale creato dal progresso, sono radicalizzati e ci pongono di fronte al rischio di una reciproca cancellazione. L’atmosfera ricreata è molto suggestiva sia nelle immagini agresti che in quelle claustrofobiche della città. La tradizione inglese dei racconti per l’infanzia si fa sentire. La ricerca anche sperimentale nell’uso della computer grafica cerca di non raggiungere i soli effetti speciali iperrealistici. Per lo studio AKA, solitamente impegnato in attività commerciali e pubblicitarie, questo film è una scommessa e una sfida. Un investimento riuscito.

VARMINTS
INVISIBLE LONELINESS

Taiwan, 2009
DigiBeta, colore, senza parole, 12’12’’
Regia: Lin Jung-Hsien “JaJa”
Consulenza tecnica: Jimmy Liu
Colonna Sonora: Chris Harvey, Artemis, John Jackson, Bjorn Fogelberg, Claire Fitch
Produzione: Playground Animation Studio

animaKIDS h. 10.30

animAZIONE03 h. 20.30

Invisible_Loneliness

Questo è un film molto eleborato dell’illustratrice coreana Lin Jung-Hsien “JaJa”. È stato realizzato usando la tecnica dello stop motion sulla base di personaggi e ambienti fatti di carta, applicando poi la tecnica di animazione computerizzata. Le scene sono molto accurate e i particolari funzionali al racconto che narra la solitudine di una bambina. Pensieri, sogni, fantasie, proiezioni di uno stato d’animo rendono denso questo film animato che senz’altro rivela una sensibilità orientale. L’idea originale di usare la carta come base di costruzione dei puppet è di straordinario effetto e permette di “sentire” questo film in modo quasi “tattile”. Ci avviciniamo al mondo delle fantasticherie dei bambini con estrema facilità di immedesimazione, proprio perché tocca sentimenti comuni, non estranei e non appartenenti alla sola infanzia. I piani diversi in cui è articolato il film si muovono sia in senso temporale (con flash-back) che onirici (il viaggio nel sogno) che nella realtà quotidiana, vista con gli occhi di una bambina che si sente sola. L’unica possibilità di contatto con la figura cara del padre è una chiave, anch’essa di carta pressata…

INVISIBLE LONELINESS
IL PIANETA SELVAGGIO

Francia, 1973
Colore, francese, 72′
Tratto dal romanzo di Stefan Wul “Oms en serie”
Regia: Renè Laloux
Adattamento, sceneggiatura, dialoghi e disegni: Roland Topor

Nel 1973 per la prima volta un lungometraggio di animazione, che non fosse per l’infanzia o di produzione statunitense, usciva nelle sale cinematografiche con una distribuzione pari a qualsiasi altro film. Fu un evento per il pubblico e per la critica, infatti Il pianeta selvaggio vinse il Premio Speciale della Giuria al XXVI Festival di Cannes. Solo molti anni dopo il titolo uscì in vhs e recentemente è diventato disponibile anche in DVD ma per la grande maggioranza del pubblico contemporaneo è “un inedito”, anche se ha influenzato una buona parte dell’illustrazione europea e delle bandes dessinées degli anni Settanta e Ottanta.


IL PIANETA SELVAGGIO