GRANICA / BORDER

Austria, 2009
DigiBeta, colore, senza parole, 6’
Regia, sceneggiatura, fotografia, montaggio: Eni Brandner
Assistente alla ripresa e al montaggio: Darko Vidačković
Montaggio: “Lonesome” Andi Haller
Definizione digitale: Kurt Hennrich
Consulente artistico: Bady Minck/Amour Fou
Produzione: Amour Fou Filmproduktion
Colonna sonora: Christof Dienz
Con il supporto di: Innovative Film Austria e Wien Kultur

animAZIONE03 h. 20.30

Granica

“Granica, Grenze, Border – linea divisoria tra due religioni, due culture – rispettivamente tra l’area a maggioranza Serba e la Croata. Dodici anni dopo la fine del conflitto nella “Repubblica di Serbia Krajina” durante la Guerra yugoslavo-croata (1991-1995), le tracce sono ancora presenti. Le case dilapidate, distrutte – in parte situate proprio nei pressi dei campi minati, o nel mezzo delle vedute di città, in attesa dei loro proprietari – come atto di memoria non intenzionale, per sfuggire l’oblio. I primi abitanti o i loro discendenti/eredi tornano solo pochi alla volta nell’area resa improvvida dalla Guerra yugoslava. Quello che rimane sono villaggi semi abbandonati e città scarsamente abitate nell’interno, fuori dai sentieri battuti, che ancora non sono state recuperate dai tempi della guerra. Filmato a Zitnic, Drnis, Sibenik e Tepljuh (Croazia) nel 2008, nei luoghi attorno all’area del confine temporaneo della internazionalmente non riconosciuta “Repubblica di Serbia Krajina”. Dopo la balvan-revolucija (in quell periodo erano state sollevate delle barricate a formare dei confini per la determinazione di un nuovo stato mai riconosciuto, ndr.), nell’agosto del 1990 quest’area divenne uno dei punti focali della guerra yugoslavocroata del 1991-1995”. Il film di Eni Brandner si concentra sulle inquadrature ravvicinate dei resti di case abbandonate dopo il conflitto dell’ex-Yugoslavia. Sono le case stesse che parlano attraverso i fori dei proiettili, I colpi di piccone, la desolazione dentro e fuori di esse. Sono trattate come fossero corpi morti, scheletri abbandonati, monumenti inconsapevoli di un conflitto che ancora pesa sulla coscienza dell’Europa.

GRANICA / BORDER